CARATTERISTICHE PIASTRELLE
Come scegliere il pavimento.

 pubblicato il16/08/2017 18:08:02 sezione News
CARATTERISTICHE PIASTRELLE
Come scegliere il pavimento.

I materiali ceramici, cioè piastrelle monocottura, cotto, gres, klinker e maiolica hanno caratteristiche differenti che è bene considerare scegliendo il pavimento

Pavimenti e rivestimenti in piastrelle: un'ottima scelta

Le piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti sono tuttora molto diffuse e apprezzate per i loro notevoli pregi: robustezza, facilità di posa, semplicità di manutenzione e pulizia, resistenza all’usura e soprattutto una gamma espressiva praticamente illimitata.

Le numerosissime aziende del settore continuano infatti a ideare e lanciare sul mercato decine, se non centinaia, di nuove collezioni ogni anno.

Esistono dunque piastrelle in stile classico o contemporaneo; prodotte in serie o decorate una per una da esperti artigiani; di piccolo formato o molto grandi, quadrate o di forme più estrose, con disegni o in tinta unita, per interni ed esterni, trattate a imitazione di materiali come il legno o la pietra o con il loro aspetto naturale e così via.


Monocottura, gres e clinker: differenze e caratteristiche

Ma come destreggiarsi in questa gamma infinita?

Conoscere e distinguere le varie tipologie di piastrelle è di grande aiuto.
I materiali più usati, ciascuno con le proprie caratteristiche peculiari, sono infatti la ceramica monocottura, il cotto, la maiolica, il gres o il clinker.

Le piastrelle di ceramica monocottura sono robuste, versatili ed economiche: anche se recentemente tendono a essere soppiantate dal gres porcellanato, sono tuttora molto comuni per la pavimentazione di bagni e cucine o l’esecuzione di rivestimenti parietali.

I modelli più diffusi sono di piccole dimensioni, quadrati con lato di 15 o 20 centimetri, in tinta unita o con decorazioni geometriche o floreali. Si inseriscono molto bene in abitazioni di tono un po’ vintage. Sono prodotte in serie con un procedimento di stampaggio per pressatura e successivamente ricoperte di smalto, una vernice protettiva su cui vengono impresse anche le decorazioni. La cottura ha il duplice scopo di cuocere l’argilla e vetrificare lo smalto rendendo le piastrelle impermeabili e non porose.

Il cotto è invece un materiale pregiato e tradizionale, utilizzato da molti secoli per l'esecuzione di pavimenti e diffuso soprattutto in Umbria, Lazio e Toscana.

Le piastrelle moderne sono di produzione industriale o artigianale: dopo lo stampaggio ciascun elemento viene sottoposto a cottura. Si tratta quindi di vere e proprie piastrelle di terracotta, permeabili e porose, che tuttavia vengono generalmente trattate con cera oppure olio di lino per esaltarne il colore e renderle più resistenti.

Il colore varia a seconda dell’argilla e può essere giallo, rosso mattone, rosa o brunastro; i pezzi più tipici sono la tavella, di forma rettangolare e grande come un mattone o le piastrelle esagonali, ottagonali, quadrate con lato di 30 cm. È quindi un materiale delicato e di pregio, adatto soprattutto per la zona giorno di case antiche o edifici tradizionali.

Anche le piastrelle di maiolica hanno origini antiche e vengono tuttora prodotte da laboratori e piccole aziende artigianali, sono perfette per l'esecuzione di inserti e pannelli decorativi in rivestimenti, pavimenti e top di cucine o per la produzione di raffinatissimi tavoli da giardino.

Ciascuna piastrella, di forma quadrata e piccole dimensioni, dopo una prima cottura al grezzo viene ricoperta con uno smalto a base di stagno o piombo, su cui vengono dipinte a mano le decorazioni geometriche, figurative o floreali. Il pezzo viene quindi cotto una seconda e ultima volta assumendo colori molto vivaci e brillanti.

Il klinker è invece di origine prettamente industriale: si ottiene sottoponendo l'argilla a una lunghissima cottura (ben 34 ore) a una temperatura di 1250°C, in forni speciali a rulli o a tunnel, così da arrivare a parziale fusione. Il risultato è una piastrella vetrificata, molto dura e compatta, non porosa e particolarmente resistente all'usura.
Il klinker viene dunque utilizzato soprattutto per la pavimentazione di balconi e lastrici solari o in spazi molto affollati come stazioni ferroviarie, marciapiedi, scuole o edifici pubblici.

Il gres porcellanato è infine una specie di argilla rigenerata: il materiale si fabbrica infatti mediante un processo di sinterizzazione, con il quale varie tipologie di argilla finemente macinate vengono sottoposte ad alte temperature fino a diventare una piastrella solida, impermeabile e duratura.

Esistono tuttavia diverse tipologie di gres: il gres naturale o tecnico, cioè per così dire grezzo, ha un aspetto marmorizzato molto simile a quello della pietra naturale; mentre il gres smaltato è rivestito da una sottile patina di vernice, appunto lo smalto, e può assumere qualsiasi colore o decorazione.

Il gres è attualmente uno dei materiali da pavimentazione più diffusi e apprezzati.
Le piastrelle sono di piccolo o grande formato (fino a 60 o addirittura 90 centimetri di lato), in tinta unita o molto spesso trattate a imitazione di materiali naturali come il legno o il marmo, grazie a procedimenti di stampa di ultima generazione.

La scelta della piastrella ottimale deve tenere conto di numerosi fattori: i propri gusti personali, il budget a disposizione, il contesto in cui si inserirà il pavimento o il rivestimento e ovviamente la resistenza alle intemperie e all'usura richieste.

Una caratteristica da non sottovalutare è ad esempio la durezza della piastrella, che influisce direttamente sulla resistenza all'usura.

Una piastrella non abbastanza resistente può infatti incrinarsi o sbrecciarsi se colpita da un oggetto pesante o appuntito, oppure graffiarsi irrimediabilmente in seguito allo sfregamento prolungato di seggiole o tavolini con piedi metallici non adeguatamente protetti.

La durezza si misura attraverso la scala di Mohs e comprende dieci gradi: il grado 1, corrispondente alla durezza del talco, classifica materiali che si graffiano al semplice contatto di un'unghia. Una durezza intermedia, di grado 5, si può invece scalfire con una punta metallica o un coccio di vetro. Il grado massimo è 10 e corrisponde infine alla durezza del diamante.

Secondo questa classificazione i materiali ceramici hanno ottime caratteristiche di durezza e resistenza: il cotto, la maiolica e la ceramica monocottura hanno infatti una durezza di grado 5-7, mentre il gres porcellanato e il klinker possono raggiungere il grado 8. La resistenza all'usura è dunque ottimale, ma la loro fragilità rende questi materiali più vulnerabili agli urti.


Altre caratteristiche dei materiali ceramici

Un'altra caratteristica molto importante è la resistenza alle intemperie e in particolare ai cicli di gelo e disgelo, a cui sono particolarmente sensibili tutti i materiali porosi: l'acqua contenuta nei pori della piastrella, ghiacciandosi, aumenta di volume e può provocare la rottura o scagliatura del materiale.

É quindi sconsigliabile utilizzare piastrelle di maiolica o cotto per la pavimentazione di spazi esterni, se non adeguatamente protetti da portici o tettoie: meglio dunque ripiegare sul cotto appositamente trattato, il gres o il klinker.

In spazi di passaggio come passerelle, androni o scale condominiali occorre, inoltre, considerare la ruvidezza superficiale della piastrella: scegliere un materiale troppo liscio potrebbe infatti rendere molto scivolosa la superficie nei giorni di pioggia, favorendo cadute accidentali.

É infine opportuno evitare i materiali porosi come il cotto o molto delicati come la maiolica in ambienti di servizio come il bagno o la cucina, dove il rovesciamento accidentale di cosmetici, smalti per unghie o cibi sporchevoli come olio o vino potrebbero causare macchie e aloni antiestetici e praticamente indelebili.

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