IMPERMEABILAZZARE TETTI
Malte e resine impermeabilizzanti.

 pubblicato il17/05/2017 14:39:21 sezione News
IMPERMEABILAZZARE TETTI
Malte e resine impermeabilizzanti.

La risoluzione di problemi legati all'impermeabilizzazione richiede spesso gravosi lavori di demolizione, che però si possono eliminare con prodotti specifici.

L'importanza di una corretta impermeabilizzazione

L'impermeabilizzazione è fondamentale per qualsiasi tetto, terrazza o lastrico solare, perché le infiltrazioni di acqua piovana, soprattutto se molto prolungate nel tempo, possono provocare un drastico calo del comfort ambientale all'interno delle abitazioni e/o danni strutturali anche gravi.

Infatti, l'acqua piovana proveniente dalle coperture o dall'estradosso di balconi e terrazzi tende dapprima a creare antiestetiche macchie e aloni su pareti e soffitti e successivamente a favorire la proliferazione di funghi, muffe e licheni o la progressiva disgregazione dello strato di intonaco.

Ma sulle parti strutturali aggettanti, come le solette dei balconi, i cornicioni, le velette e le pensiline in cemento armato, si può arrivare anche a veri e propri dissesti.

Infatti, nel lungo periodo l'acqua piovana riesce a infiltrarsi all'interno del calcestruzzo, corrodendo gravemente le barre di acciaio dell'armatura che, una volta completamente arrugginite, tendono ad aumentare il proprio volume, provocando il netto distacco del copriferro con grave rischio di danni a cose o persone.
Inoltre, un elemento strutturale di cemento armato con l'armatura esposta è intrinsecamente meno resistente alle sollecitazioni meccaniche. Infatti, il distacco del copriferro diminuisce la sezione resistente del calcestruzzo; mentre le barre di acciaio corrose e non più confinate possono andare soggette al fenomeno dell'instabilità: nei casi più gravi, si giunge quindi al crollo della struttura degradata.

Proteggere e impermeabilizzare le strutture di calcestruzzo
Occorre dunque prevenire questi fenomeni mantenendo costantemente in perfetta efficienza il sistema di smaltimento delle acque piovane e predisponendo adeguati sistemi di protezione per gli elementi strutturali di calcestruzzo.

Risulta particolarmente efficiente ad esempio dotare bancali e cimase di parapetti e muri di cinta in pietra del cosiddetto gocciolatoio (costituito da una scanalatura a forma di V), oppure proteggerli con scossaline di lamiera.

Per l'impermeabilizzazione di strutture in cemento armato a vista, sia orizzontali che verticali, è invece preferibile servirsi di prodotti come Polismus 685, una miscela di resine siliconiche e solventi ipotensivi dell'azienda Resine Industriali.
É efficace anche su murature in materiali porosi come tufo, mattoni e arenaria, e non altera l'aspetto della superficie producendo la patina lucida responsabile dell'antiestetico effetto bagnato tipico di molti prodotti protettivi idrorepellenti.
Anziché formare una semplice patina superficiale, il prodotto penetra infatti nella muratura per uno strato di 10 o 20 centimetri, mantenendone quasi inalterata la traspirabilità.

Impermeabilizzare senza demolire balconi e terrazzi

Il caso più ricorrente riguarda tuttavia la sostituzione della guaina di impermeabilizzazione di balconi, terrazzi o lastrici solari, in seguito a eventi dannosi come forti grandinate, giunzioni tra i teli mal eseguite o per naturale obsolescenza. Le guaine bituminose o polimeriche esposte agli agenti atmosferici tendono infatti a perdere le proprie caratteristiche nel giro di alcuni decenni e perciò vanno regolarmente sostituite.

Una lavorazione a regola d'arte prevede dunque la demolizione dell'eventuale pavimentazione esistente, oppure il suo montaggio e temporaneo accantonamento nel caso di un pavimento galleggiante in piastrelle o listoni di legno; la successiva rimozione della guaina; la stuccatura e riparazione delle eventuali lesioni e/o avvallamenti del massetto di pendenza in calcestruzzo; la posa della nuova guaina e infine l'esecuzione della nuova pavimentazione o il rimontaggio di quella preesistente.

Tuttavia, queste operazioni risultano lunghe, costose e a volte possono essere evitate con un notevole risparmio economico.

Nel caso delle coperture piane non praticabili, la soluzione più semplice consiste, infatti, nel sovrapporre una guaina bituminosa direttamente su quella preesistente, adottando però alcune accortezze:
- verificare che il tetto da impermeabilizzare sia ricoperto da una sola guaina bituminosa, preferibilmente del tipo a un unico strato: sovrapporre troppe guaine ammalorate potrebbe creare distacchi dal supporto, favorendo le infiltrazioni d'acqua;
- accertarsi che la guaina già esistente non sia screpolata o non presenti bolle, rigonfiamenti, parti parzialmente distaccate o bordi con parti taglienti in grado di danneggiare il nuovo strato;
- controllare l'ottimo stato di conservazione del massetto di pendenza, che dev'essere privo di parti distaccate, lesioni e infine rigonfiamenti o avvallamenti tali da favorire il ristagno dell'acqua;
- scegliere una guaina corazzata, cioè costituita da due strati sovrapposti con spessore di almeno 3 o 4 mm armati con una reticella di rinforzo in poliestere o fibra di vetro.

Per la posa in opera, si può invece utilizzare il metodo consueto: per prima cosa, occorre pulire alla perfezione la guaina esistente da qualsiasi traccia di erbacce, parti sfilacciate o sollevate e depositi pulverulenti. Successivamente si passa alla vera e propria applicazione del nuovo strato, che in genere avviene ammorbidendo la guaina alla fiamma di un cannello e facendola ben aderire al supporto: in questo modo si possono ricoprire agevolmente anche gli spigoli di eventuali parapetti e abbaini.

Per un lavoro perfetto, è inoltre molto importante:
- risvoltare la guaina sotto le soglie di eventuali porte e porte finestre;
- far risalire la guaina per almeno 15-20 cm su parapetti in muratura, comignoli e muri di eventuali terrazzi in falda;
- sovrapporre i vari teli per almeno 15-20 cm in senso sia orizzontale che verticale;
- non perforare la guaina con viti o chiodi, soprattutto in corrispondenza di scossaline e converse in lamiera per la protezione di velette, pensiline, comignoli o murature.

Più semplici da applicare sono invece le guaine adesive, tra cui Monoself FV dell'Azienda Bituver, formata da un unico strato di bitume modificato con polimeri elastomerici, rinforzata da un'armatura in poliestere con tessuto di vetro e munita di uno strato superficiale in scaglie di ardesia per la protezione dalle intemperie. L'applicazione avviene semplicemente rimuovendo lo strato protettivo posteriore, posandola sul supporto e praticando un'adeguata pressione per evitare bolle o rigonfiamenti.

Per balconi, terrazze e lastrici solari occorre invece una superficie rigida, calpestabile, non perforabile elementi di arredo come serie, tavoli e ombrelloni, e ovviamente esteticamente gradevole.

Un'ottima soluzione sono quindi le guaine liquide della già citata Resine Industriali, una gamma completa di prodotti per qualsiasi esigenza. Si tratta in genere di formulazioni a base di resine mono o bi-componenti, già pronte per l'uso o da miscelare al momento secondo le indicazioni del produttore, e se necessario armate con un tessuto di vetro polidirezionale per una maggior resistenza.

La superficie finita appare lucida e perfettamente liscia, ma la posa in opera va affidata a maestranze specializzate. Infatti, anche se la guaina liquida è autolivellante e perciò risulta particolarmente indicata per pareggiare le irregolarità del supporto, per un lavoro perfetto occorre predisporre accuratamente il sottofondo, se necessario miscelare correttamente la resina e distribuirla su tutta la superficie da impermeabilizzare senza otturare le eventuali grondaie incassate.

Infine, anche se questa soluzione presenta molti vantaggi, tra cui ovviamente la possibilità di applicare il prodotto direttamente su una pavimentazione preesistente senza opere di demolizione, occorre considerare anche alcuni possibili inconvenienti, tra cui:
- la guaina liquida a base di resina è garantita per dieci anni, e perciò può risolvere egregiamente qualsiasi problema di impermeabilizzazione, ma sul lungo periodo non è una soluzione definitiva;
- poiché la guaina liquida è autolivellante, risulta difficile predisporre le corrette pendenze per il deflusso dell'acqua piovana: si potrebbero dunque verificare sgradevoli ristagni di acqua;
- la resina è un materiale rigido, e perciò non adatto a tetti piani con orditure lignee;
- in caso di forti grandinate la superficie si potrebbe graffiare, diventando sgradevole alla vista;
- la stuccatura di eventuali lesioni o la sostituzione dell'intero strato di impermeabilizzazione è meno agevole della posa di una semplice guaina bituminosa.

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