INTONACO, MARMORINO, STUCCO
Differenze e caratteristiche.

 pubblicato il19/09/2017 12:47:02 sezione News
INTONACO, MARMORINO, STUCCO 
Differenze e caratteristiche.

Il marmorino e lo stucco veneziano sono antiche tecniche decorative usate per ottenere superfici lisce e brillanti, simili a un rivestimento in lastre di marmo.

Intonaco e stucco: facciamo chiarezza

Spesso si tende a fare confusione tra stucco, intonaco e marmorino, termini relativi a tecniche di decorazione o finitura delle pareti che tuttavia si riferiscono a metodi di lavorazione decisamente diversi.
Gli stucchi propriamente detti sono infatti le decorazioni plastiche in rilievo, generalmente costituite da modanature di intonaco sagomato come marcapiani o cornici delle finestre, bugnati ed elementi figurativi talvolta colorati o perfino dorati.
Già conosciute dagli antichi Romani, le decorazioni in stucco divennero molto importanti soprattutto negli edifici in stile Barocco e Rococò.

La realizzazione degli stucchi è molto complessa e richiede maestranze specializzate, perchè negli elementi figurativi più elaborati la malta dev'essere modellata manualmente con spatole e stecche su una struttura portante formata da mattoni aggettanti o file di grossi chiodi.

Nelle decorazioni più semplici si usano invece strumenti come il modine o stampi di vario tipo.
La malta è generalmente a base di calce per gli stucchi esterni, con calce e gesso o solamente di gesso per le decorazioni di interni.

Anche l'intonaco è una finitura antichissima e può fare da supporto a decorazioni murali particolarmente ricche e complesse, normalmente realizzate ad affresco o sgraffito.
Consiste in un rivestimento di uno o più strati di malta fine o grossolana formata da un legante di calce aerea o idraulica naturale, un inerte di sabbia o rocce polverizzate, acqua ed eventuali componenti aggiuntivi come il cocciopesto, cioè polvere di mattoni finemente tritata, la pozzolana (lapilli vulcanici), scorie di altoforno o argilla bianca.

Secondo le regole dell'arte, l'intonaco va tirato in due o tre strati sovrapposti:
- il rinzaffo di consistenza grossolana a diretto contatto con la muratura;
- lo strato intermedio dell'arriccio e il sottilissimo velo, intonachino o colletta, quasi sempre ben rifinito.


Marmorino, stucco veneziano ed encausto

Il marmorino è un tipo particolare di intonaco, molto diffuso a Venezia e riconoscibile per la superficie liscia e brillante. Viene considerata una finitura di grandissimo pregio per la sua difficoltà di esecuzione e l'uso di materiali di altissima qualità.

Il nome deriva dall'effetto finale, appunto simile a un rivestimento in lastre di marmo, di cui era un sostituto più economico. La lavorazione prevede la sovrapposizione su un normale rinzaffo di vari strati di malta formata da grassello di calce ben stagionato e sabbia carbonatica di granulometria selezionata.

La malta era stesa sullo strato precedente e rifinita molto accuratamente con la cazzuola fino a ottenere una superficie liscia come il marmo. Gli strati, molto sottili (3 o 4 millimetri), erano spesso tre o quattro. In alcuni casi lo strato più superficiale era lucidato ulteriormente a freddo con un panno di lana intriso con un prodotto a base di cera o sapone.

Il marmorino era lasciato nel suo colore naturale, bianco, beige o sabbia in base al tipo di calce e agli inerti utilizzati, oppure colorato in pasta con pigmenti minerali: le tipiche sfumature dello stile rococò sono il giallo avorio, il verde Verona e il persichino (rosa antico).
L'aspetto finale dello stucco lucido o veneziano è simile a quello del marmorino, ma la tecnica di lavorazione è meno laboriosa.

Su un normale intonaco grezzo ben rifinito e perfettamente asciutto si stende a spatola un solo strato di finitura costituito da un impasto a base di sabbia carbonatica finissima ed eventuali coloranti e temperanti, cioè additivi finalizzati a favorire l'adesione del materiale al supporto. L'effetto lucido deriva dall'olio di lino fisso e chiarificato con cui si prepara il composto.

Poiché nello stucco veneziano non si usa la calce aerea, si ottengono tinte particolarmente vivaci. Tuttavia, questa tecnica è riservata unicamente alle decorazioni interne per la sua scarsa resistenza agli agenti atmosferici.
L'encausto è affine allo stucco veneziano, ma di applicazione ben più complessa e pericolosa perché la lucidatura finale avviene riscaldando la superficie. Infatti, dopo aver preparato i colori con cera d'api e pigmenti organici e aver completato la decorazione, si ripassa l'intera parete con un ferro arroventato per sciogliere la cera e far emergere il colore.

Dopo qualche tempo si procede a una seconda applicazione di cera sciolta e a una pulitura finale con uno straccio di cotone.
Il risultato è un dipinto dalla superficie molto liscia e brillante, satinata e quasi traslucida.
La lucidatura finale mediante spalmatura di cera e successivo passaggio con il ferro caldo è tuttavia attestata anche per rivestimenti di marmorino o stucco veneziano.

Stuccare e rasare con i prodotti premiscelati
Ma come riprodurre questi effetti meravigliosi?

Le tecniche tradizionali sono infatti ormai poco diffuse e trovano applicazione soprattutto nel restauro di edifici di grande pregio.
I motivi sono vari:
1) l'uso del ferro caldo è molto pericoloso e si cerca quindi di evitarlo;

2) per ottenere risultati soddisfacenti occorrono artigiani molto qualificati;

3) i lungi tempi di esecuzione e le numerose fasi di lavoro mal si conciliano con la standardizzazione e i margini ristretti dei cantieri attuali.

Tuttavia, la soluzione esiste perché diverse aziende hanno ideato appositi prodotti premiscelati in grado di semplificare notevolmente queste lavorazioni.

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