ISOLAMENTO CON CAPPOTTO INTERNO
Approfondimenti e novità.

 pubblicato il29/04/2017 19:35:41 sezione News
ISOLAMENTO CON CAPPOTTO INTERNO
Approfondimenti e novità.

Il cappotto interno è utile a isolare termicamente e acusticamente le pareti di una casa e può essere realizzato in diversi materiali di origine naturale e non.

Coibentazione termica e acustica: una necessità delle mura

Una casa per essere vissuta bene deve presentarsi con una serie di caratteristiche tecniche favorevoli a generare un buon comfort abitativo: moderata temperatura, buon grado di luminosità, percezione ovattata dei rumori esterni.

Per quanto concerne la giusta temperatura e il grado di rumorosità di un ambiente, bisogna far capo al rivestimento a cappotto, detto anche isolamento a cappotto.

La parola cappotto richiama subito alla mente l’indumento col quale gli uomini si coprono nella stagione invernale per proteggersi dal freddo. Ebbene sì, questo non è solo utile alle persone, ma lo è anche per le pareti di un edificio per ripararsi sia dal freddo sia dal caldo giacché trattasi di un pacchetto di strati isolanti che servono a coibentare termicamente oltre che anche acusticamente.

Il rivestimento a cappotto può essere realizzato in duplice modo secondo la sua posizione in esterno o interno della parete e può costituirsi di vari materiali naturali oppure artificiali, di differenti spessori.

Cappotto interno o esterno?

Scegliere di realizzare un cappotto esterno piuttosto che interno dipende dalle condizioni in cui ci si trova e cioè se si è in fase di costruzione della propria casa, in quella di ristrutturazione con la possibilità di intervenire all’esterno con dovuti permessi a livello condominiale o semplicemente ristrutturazione interna con l’opportunità d’intervento solamente sulle pareti pertinenti la propria abitazione, dal lato interno.

Certo è che l’intervento migliore è quello d’inserire all’esterno del muro lo strato coibente così che questo possa essere progettato di spessore maggiore giacché, non sottrarrebbe alcuno spazio utile agli utenti dell’appartamento.
Si creerebbe subito una barriera alle escursioni termiche, protettiva dello strato murario; quest'ultimo non soffrirebbe più di condensa e muffa, né del freddo invernale né del caldo estivo.

Il cappotto esterno, applicato appunto sul lato esterno della muratura, può essere pensato di vario spessore, secondo il materiale scelto, poiché è possibile andare in deroga alle distanze dai confini normati dai decreti legislativi.

Questa tipologia ha il vantaggio di correggere i ponti termici che si vengono a creare in corrispondenza dei così detti nodi tra solai, travi e pilastri così da chiudere i punti in cui il freddo s’insinua maggiormente.

Il cappotto interno, come abbiamo già anticipato, installato sul lato interno della parete, va a sottrarre spazio utile agli ambienti interni e il suo spessore può variare, secondo i casi e l’efficienza da ottenere; è però meno costoso di quello esterno e può essere applicato a una singola unità abitativa, a una sola stanza, a una o più pareti in modo abbastanza semplice e veloce.

È una soluzione utile quando esistono vincoli condominiali, facciate vincolate o di particolare pregio estetico, ma occorre prestare molta attenzione alla messa in opera poiché, se mal messo, può far generare fenomeni di condense e muffe.
Il vapore generato all’interno della casa migra verso le pareti e, se trova facile via d’uscita, entra in contatto con la muratura fredda, si condensa e forma appunto la muffa.

Il problema può essere facilmente risolto inserendo, oltre lo strato coibente, anche una barriera al vapore posta sia sulla parete d’intervento sia su quelle adiacenti, oppure adottando materiale igroscopico e traspirante.

Una volta che si è intervenuto con lo strato isolante, è preferibile sostituire anche gli infissi, inserendo quelli con una trasmittanza bassa quanto le pareti coibentate, di modo da impedire la formazione di ponti termici.

Si consideri che questi interventi di manutenzione straordinaria rientrino tra quelli per i quali esiste la possibilità d’usufruire della detrazione fiscale del 65% secondo il vigente Piano Casa, prorogato per alcune Regioni fino alla fine del 2016 e poi, compiuto l’investimento, le bollette saranno meno salate.

Quale materiale scegliere per il cappotto interno?

Il materiale da adottare per il cappotto interno dovrà avere bassa conducibilità per isolare maggiormente l’ambiente dal freddo e alta densità per proteggere di più dal caldo estivo.

Si preferiscono quelli naturali come il sughero, la fibra di legno, il silicato di calcio che ha un PH alcalino contro muffe e batteri, piuttosto che quelli artificiali come il polistirolo, polistirene, poliuretano, dunque EPS e XPS, adatti più per l’esterno e per isolare in modo particolare dal freddo.

Ci sono anche i pannelli in lana di vetro e di roccia tra i materiali isolanti con bassa conducibilità, al pari quasi dei pannelli in fibra di legno o in sughero, di circa 0,045 W/mK, ma con densità di molto inferiore.

Ogni materiale isolante va posato in opera rispettando precise regole e solitamente l’applicazione è effettuata per mezzo di colle specifiche, di tassellature giuste.

Lo spessore, per gli strati isolanti da applicare all’interno, può variare tra i 2 e i 6 cm, non oltre poiché aumenterebbero i rischi di condensa con lo spostamento del punto di rugiada all’interno della camera piuttosto che all’esterno dell’isolante.

In più, specie se si abita all’ultimo piano, il cappotto interno può essere progettato anche a soffitto, nel sottotetto, così da limitare le fonti di dispersione provenienti dall’alto.

Cappotto in sughero

Il sughero è un ottimo materiale per realizzare un isolamento efficiente e naturale sia su edifici esistenti sia su nuove costruzioni, sia per essere applicato esternamente sia internamente.

Il sughero, consente di attuare una soluzione di risparmio energetico eco-sostenibile con pochi centimetri di materiale; difatti, con soli 4 cm di sughero si ottiene un risparmio di circa il 50% mentre con 11 cm si arriva al 75% di riduzione.

Nel rispetto dei livelli di trasmittanza imposti dalle normative vigenti, al fine di usufruire anche degli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica, occorrono cappotti di spessore superiore per ottenere vantaggiosi risparmi energetici ed economici.

Il cappotto in sughero è applicabile sia su pareti in laterizio sia su strutture di legno a telaio o di tipo XLAM, è adatto a proteggere sia dal freddo sia dal caldo grazie alla sua elevata densità e al suo calore specifico di 1900 J/kgK, riduce il rischio di formazione di muffe, soprattutto in prossimità di spigoli e dei soffitti poiché aumenta la temperatura delle pareti perimetrali.

Cappotto interno con pannelli in fibra di legno

E' un sistema molto valido per ristrutturazioni interne in cui si desidera isolare senza formazioni di condense pericolose. Si tratta di pannelli in fibra di legno, caratterizzati da uno strato a base di silicati. Entrando nel dettaglio, la stratigrafia è realizzata dalla muratura esistente con dell’intonaco d’argilla come strato assorbente, poi pannello in fibra di legno, altro intonaco d’argilla, finitura interna sempre della stessa materia argilla.

È un risanamento rapido che realizza un cappotto interno a elevata igroscopicità, diffusività capillare per la gestione dell’umidità, con strato funzionale a base di silicati per frenare il vapore, strato d’intonaco d’argilla e pannello in fibre di legno ad assorbire l’acqua di condensazione.

Cappotto interno con pannello isolante minerale

E' possibile isolare termicamente gli edifici esistenti rispettando le normative nazionali, senza introdurre barriere al vapore, regolando comunque l’umidità interna dell’ambiente in modo naturale senza il rischio di formazione di muffe.

Sono pannelli che salvaguardano l’ecosistema già in fase di produzione poiché non sono emesse sostanze nocive.

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