PAVIMENTI E RIVESTIMENTI RICICLATI
Riciclo materiale di recupero.

 pubblicato il28/06/2017 20:08:46 sezione News
PAVIMENTI E RIVESTIMENTI RICICLATI
Riciclo materiale di recupero.

Come impiegare i materiali lapidei recuperati dalle demolizioni utilizzando i prodotti adatti alla loro posa in opera in alternativa alle tecniche tradizionali.

Recuperare per salvaguardare l'ambiente

Il tema del recupero dei materiali edili , riveste una grande importanza per le opportunità e gli sviluppi possibili, tenendo conto della necessità di ridurre al massimo gli effetti disastrosi in campo ambientale, dovuti della continua estrazione di materiali lapidei, radendo al suolo intere colline.
Dalle demolizioni di vecchi edifici, conseguente ad abbattimenti programmati o a calamità naturali quali terremoti, frane, ecc. possono ricavarsi tutti gli elementi per edificare ex novo o ristrutturare abitazioni esistenti.

Dal materiale di risulta, opportunamente vagliato e selezionato, si ricavano mediante frantumazione e altri procedimenti di vagliatura successivi, prodotti finiti come sabbia, pietrisco macinato riciclato con dimensioni diverse, principalmente da impiegare per realizzare riempimenti, sottofondi, massetti, massicciate, ecc.
Le parti utili recuperabili per rivestire, rifinire e arredare le nuove opere, sono rappresentate principalmente da elementi costituiti da materiale argilloso come tavelle in cotto, coppi, mattoni, fregi, piattabande, pavimenti, cimase, elementi di arredo interni ed esterni.

Seguono diversi tipi di pavimentazioni realizzate in cemento, come cementine, molto usate nel periodo Liberty, oltre a elementi costituiti da pietre naturali di vario genere sotto forma di pavimentazioni, scale, colonne, lavelli, fontane e arredo giardino, mensole per balconi, portali, fregi, ecc.

Oltre ai materiali lapidei citati, dalle demolizioni possono essere recuperati elementi in ferro come ringhiere, inferriate, cancelli, ornamenti vari, ecc., elementi in legno come portoni, portoncini, infissi, tettoie, travi, piattabande, elementi di arredo interno ed esterno.
Tutto il materiale di recupero descritto, una volta pulito e organizzato per tipologie diverse, può essere impiegato per realizzare interventi di ristrutturazione e restauro di edifici aventi un rilievo storico architettonico anche importante.

Per tali edifici, il recupero di materiale dell’epoca può consentire il completamento di parti modificate nel tempo in maniera inappropriata, mediante l’utilizzo di tecniche e materiali da costruzione inadatti.

Rivestimenti recuperati e nuovi utilizzi

I materiali recuperati possono essere facilmente aggregati ad altri materiali di recupero, acquistandoli presso i centri di raccolta e vendita dei prodotti di recupero, oppure aggiunti in composizioni con altri materiali nuovi, ottenendo così accostamenti molto personalizzati.
La scelta del materiale di recupero utilizzabile per realizzare riempimenti, massetti, ecc., non comporta particolari problematiche, essendo tali prodotti fondamentalmente costituiti da sabbia, pietrisco di diversa pezzatura, o prodotti argillosi, calcarei frantumati.
Al contrario, per tutti gli altri materiali occorre prestare molta attenzione a diversi aspetti che attengono alle proprietà intrinseche di ciascuno di essi.

Infatti, in linea generale, i materiali recuperati più pregiati sono manufatti realizzati a mano, con tecniche e modalità esecutive non più in uso, ma non per questo più scadenti, anzi, in molti casi è vero proprio il contrario.

Un mattone recuperato, fatto a mano rispettando la tempistica della buona esecuzione, oltre a evidenziare una struttura più solida e compatta di una moderna imitazione, possiede in sé una esclusiva patina superficiale che testimonia il trascorrere del tempo e ne mette in risalto la robustezza di base.
Tale risultato è da ascriversi alle modalità con cui i manufatti di una volta venivano realizzati, ossia robusti e durevoli per affrontare l'avvicendarsi degli anni.
I materiali di rivestimento di recupero di più facile impiego, come listelli, mosaici, formelle, piastrelle, decorazioni, lastre di materiale lapideo, ecc., possono essere utilizzati per rivestire opere già realizzate, costituite da strutture in ferro, legno, cemento, per cui è necessario individuare un prodotto adeguato che possa essere messo in posa agevolmente, rendendo solidali i due materiali, senza compromettere in alcun modo l'integrità e la bellezza di ciascuno.

L’unione tra materiali dello stesso tipo comporta poche difficoltà, mentre le unioni con materiali di natura diversa pongono una serie di problematiche di non facile soluzione, specie quando occorre ottenere un risultato in tempi molto ridotti, con garanzia di tenuta nel tempo.

Rivestimenti recuperati e problemi di fissaggio

Per raggiungere un buon risultato è opportuno impiegare particolari tipi di leganti, mediante i quali è possibile incollare su ogni tipo di supporto. Tra quelli più usati troviamo un collante della Mapei denominato Keralastic prodotto in due versioni: Keralastic e Keralastic T.

L’azienda specifica che Il suo utilizzo interessa l’incollaggio di piastrelle in ceramica, materiale lapideo e mosaico, sui supporti più vari come massetti, intonaci, calcestruzzo, asfalto, legno, fibrocemento, gesso, gesso cartonato, metallo, PVC, poliestere rinforzato, pannelli in gesso prefabbricato.
Keralastic è costituito da due componenti, di cui uno a base poliuretanica e l’altro un induritore, non contiene acqua ne solventi, risulta elastico e impermeabile.

Come con tutti i preparati bicomponenti, il Keralastic si ottiene mescolando i due elementi tra loro, ottenendo così una pasta molto facile da lavorare, che garantisce nel tempo un'ottima durabilità unitamente a una buona resistenza all’invecchiamento.

La sua particolare composizione ne permette l’applicazione su superfici inclinate e verticali, senza che si verifichino scivolamenti dei supporti incollati. Per tale motivo è possibile procedere in sicurezza anche con incollaggi di elementi lapidei di peso più elevato, a condizione di non applicare il prodotto su superfici interessate da fenomeni di umidità ascendente.
L’utilizzo dell’adesivo in oggetto richiede la massima cura nella preparazione delle parti da incollare: nello specifico, trattandosi di elementi recuperati da demolizioni, probabilmente si presenteranno con le superfici non perfettamente pulite, come pure è probabile riscontrare la presenza di sostanze diverse come vernici, oli, cemento, ecc.

In tale situazione è bene usare un sistema di pulizia molto radicale, previo lavaggio con una idropulitrice ad alta pressione. Una volta ottenute delle superfici prive di impurità, asciutte e abbastanza integre, è possibile applicare l’adesivo mediante l’impiego di una cazzuola dentata.

Nella realizzazione di rivestimenti più complessi dal punto di vista della loro composizione geometrica, occorre tener presente come il tempo entro il quale è possibile effettuare modifiche e spostamenti di elementi incollati, al fine di migliorarne la posizione, non deve superare i 90 minuti dal momento in cui sono stati posati sul supporto.
Per incollaggi su supporti diversi da legno e ferro e per superfici come Intonaci cementizi, pavimenti riscaldanti, calcestruzzo stagionato, vecchi rivestimenti, pietre naturali e cartongesso, è possibile impiegare un ottimo prodotto della Weber denominato Webercol, adesivo a base cementizia, con il quale è possibile anche regolarizzare pavimenti e pareti fino a 20 mm di spessore, prima della posa del rivestimento.

Il suo impiego è utile per effettuare la posa in esterno e interno, a parete e a pavimento; inoltre, è particolarmente indicato per effettuare rivestimenti in sovrapposizione a quelli esistenti di qualsiasi tipo, a condizione che essi risultino ben ancorati al supporto
Con lo stesso prodotto non è possibile procedere alla posa di rivestimenti su guaine bituminose, rivestimenti vinilici e similari.

I collanti descritti, in particolare quelli a base epossidica, non riscontrano da parte di alcuni operatori del settore edile un particolare apprezzamento, specie in occasione di quelle applicazioni in cui il materiale di recupero è costituito da elementi lapidei di prestigio, da restaurare e consolidare nello stesso tempo.

Pur non essendo questa la sede per argomentare sulle tecniche più specifiche da adottare in relazione al tipo di intervento da eseguire, va considerato come l’impiego dei moderni prodotti sopra descritti consente, in alternativa a quelli tradizionali a base di calce o altre sostanze naturali, di sopportare sforzi di natura statica e dinamica ben più elevati, questo a garanzia della durabilità dell’opera unitamente a un risparmio sui tempi di esecuzione dell’intervento, grazie alla velocizzazione delle fasi di posa.

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