SCADENZA IMU 2017
Chi, come e quando pagare

 pubblicato il13/06/2017 16:48:11 sezione News
SCADENZA IMU 2017
Chi, come e quando pagare

Il 16 giugno è l'ultimo giorno utile per pagare l'acconto IMU di giugno: ecco le informazioni su chi deve pagare, le agevolazioni previste e relative esenzioni.

Scadenze IMU 2017

Rispetto all'anno scorso, l'impianto generale delle imposte IMU e TASI è rimasto invariato, sono infatti completamente esenti le prime case di civile abitazione non di lusso.
Si rammenta che l’IMU, la vecchia ICI, la TARI e la TASI, formano l’IUC, l’Imposta Unica Comunale.

Quando si paga IMU

È ormai prossimo il termine ultimo per il pagamento dell’acconto di IMU e TASI che quest’anno cade il 16 giugno. In merito all'IMU prima casa , non deve essere pagata.
Dunque l'acconto esclude le prime case, a patto che non rientrino nella definizione di abitazioni di lusso, riguarda ben 18 milioni di contribuenti e che si prevede porterà a un incasso di 9,9 miliardi di euro.

Entro venerdì 16 giugno andrà eseguito il primo versamento, detto di acconto, perché pari alla prima metà dell’importo totale dell’imposta, che dovrà essere corrisposto con le aliquote valide per il 2016, premesso che i sindaci hanno comunque la possibilità di ridurre le percentuali, ma non di aumentarle.

Entro questa data è possibile anche versare in un’unica soluzione l'intero importo.

Il saldo da versare a dicembre sarà pari al restante 50% dell’imposta e dovrà essere corrisposto entro il 18 dicembre, cadendo il 16 di sabato.

Chi deve pagare l'IMU

Già dal 2016, i proprietari di abitazioni principali non sono tenuti a pagare né TASI né IMU, d eccezione delle case di lusso, cioè quelle accatastate come A/1abitazioni di tipo signorile, A/8 ville, A/9 castelli o palazzi di eminenti pregi artistici o storici, in tal caso si applica un'aliquota dello 0,4%.
Ricordiamo che per abitazione principale si intende l’immobile in cui il proprietario e il suo nucleo familiare hanno la residenza e vi dimorano abitualmente; quindi la prima casa è quella in cui si ha sia la residenza sia il domicilio.

Nel caso in cui si ha la residenza in un immobile, ma si dimora in un'altra casa solo una delle due abitazioni sarà quindi definita abitazione principale.

Anche le pertinenze all’abitazione principale rientrano nell’agevolazione prima casa, ma bisogna ricordare che sono agevolabili non più di tre pertinenze, nella misura di una sola pertinenza per categoria. Le pertinenze sono quelle classificate come C2: magazzini, depositi, C6 box, autorimesse e C7 tettoie chiuse o aperte.

Esenzioni IMU 2017

Oltre all’abitazione principale che come abbiamo detto è esente dal pagamento dell’imposta, la legge prevede specifici casi in cui l'immobile viene equiparato ad abitazione principale e quindi non è tenuto al pagamento:

• unità immobiliari che appartengono alle cooperative edilizie a proprietà indivise, adibite a ad abitazione principale di soci assegnatari;

• gli alloggi classificati come sociali ai sensi del decreto del 22 aprile del 2008 del Ministero delle Infrastrutture;

• le unità immobiliari di proprietà del personale delle Forze Armate o della Polizia, dei Vigili del Fuoco e del personale prefettizio non concesso in locazione;

• la casa assegnata al coniuge in caso di separazione;

• la casa di proprietà di cittadini residenti all'estero, se pensionati nel Paese in cui risiedono, se iscritti all'AIRE e l'immobile non è stato né locato né utilizzato per un comodato d'uso. Se invece si è pensionati in Italia ma residenti all'estero, non si può considerare l'immobile come abitazione principale;

• unità immobiliare, non data in locazione, posseduta per proprietà o usufrutto da anziani o disabili ricoverati in istituto, nel caso che sia stata disposta relativa delibera comunale.

IMU e casi particolari

Comodato d'uso gratuito

Il comodato d’uso gratuito è un contratto nel quale è previsto che un soggetto, detto il comodante, concede in uso gratuito un immobile a un altro soggetto, detto il comodatario.

Se il comodato d’uso gratuito è tra genitori e figli e l'immobile non rientra nella categoria di lusso, la base imponibile su cui si calcolano le imposte, va ridotta della metà.

È inoltre obbligatoria la registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate e lo stesso, per avere diritto alla riduzione, deve essere esclusivamente tra genitori e figli, non sono ammesse altre forme di parentela.

Locazione a canone concordato

Nel caso di immobili dati in affitto a canone concordato è prevista, in base alla legge 431/98 il cui riferimento deve essere indicato nel contratto, la riduzione del 25% sia per l’IMU che per la TASI.

Case in eredità

In caso di decesso, l’IMU e la TASI vanno pagate a nome del defunto fino alla data in cui è mancato. Bisogna quindi considerare la situazione preesistente al decesso e pagare entrambe le imposte con le regole applicabili fino a quel momento.

Come si calcola l'importo da pagare

Per stabilire l’importo da pagare si può procedere autonomamente grazie ai diversi calcolatori presenti on-line oppure con il supporto di un Centro di assistenza fiscale.
Sarà sufficiente conoscere la rendita catastale dell’immobile, reperibile dalla visura catastale, e le aliquote previste dal comune in cui l’immobile è ubicato.

Avendo a disposizione queste informazioni si potrà procedere nel seguente ordine:

1. rivalutare la rendita rinvenuta nella visura catastale del 5%:
moltiplicare il valore della rendita per 1.05;

2. moltiplicare la rendita rivalutata per il coefficiente di ogni immobile per cui si effettuano i versamenti: rendita rivalutata per moltiplicatore delle categorie catastali;

3. moltiplicare il risultato così ottenuto per le aliquote deliberate da ogni singolo Comune: valore ottenuto x aliquota comunale. All'importo così ottenuto va applicata la detrazione, se dovuta.

Come si paga l'IMU

Per effettuare il pagamento del importo dovuto sono possibili diverse soluzioni.

Strumento obbligatorio per effettuare il pagamento in entrambe le modalità descritte di seguito è il modello F24.
La prima modalità è quella di utilizzare la versione cartacea del modello F24; si dovrà quindi compilare accuratamente il modulo e procedere al pagamento della somma richiesta.
È possibile eseguire il pagamento, portando con sè il modello cartaceo F24 già compilato presso:

- Banca con assegni bancari o circolari;

- Ufficio postale con assegni postali, assegni bancari su piazza, assegni circolari, vaglia postali o tramite la carta Postamat;

- Equitalia con assegni bancari e circolari, vaglia cambiari.

In tutti gli uffici appena elencati sarà inoltre possibile pagare l’IMU in contanti o con carta Pagobancomat qualora siano dotati di terminali abilitati.
La seconda opzione consiste nell’avvalersi della modalità telematica.

Questa tipologia è obbligatoria per i titolari di partita IVA.

Si può quindi procedere utilizzando diverse procedure:

• tramite le opzioni di internet banking offerte da banche e Poste Italiane, convenzionate con l’agenzia delle entrate;

• tramite i servizi messi a disposizione direttamente dall’Agenzia delle Entrate come F24 Web o F24 Online;

• per mezzo di intermediari abilitati al servizio come Caf, professionisti o associazioni.

È possibile inoltre il pagamento tramite bollettino, sul quale andrà indicato l’importo richiesto per il 2017, il codice relativo al Comune, il numero di immobili per i quali si intende pagare la tassa e se il versamento corrisponde al saldo o all’acconto.

Quanto costa il ritardo del pagamento IMU

Se non si paga entro le scadenze previste, dal 1° gennaio 2017 il tasso di interesse da applicare all’imposta è dello 0,1% annuo, mentre la sanzione da calcolare sull’imposta da versare, varia in base al numero di giorni di ritardo nel pagamento a cominciare dal 16 giugno.

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